Il quadro normativo che disciplina il mercato del lavoro ha subito importanti cambiamenti con l'entrata in vigore della Direttiva UE 2023/970. Oltre alle modifiche che interesseranno le politiche retributive, la nuova normativa avrà un impatto diretto su uno dei processi più comuni all'interno di qualsiasi organizzazione: il colloquio di lavoro. Con l'obiettivo di aiutare le aziende ad adeguarsi a questi cambiamenti, Etalentum ha sviluppato una guida pratica concepita come strumento di supporto per i responsabili della gestione delle persone. Il decalogo è disponibile al seguente link: https://drive.google.com/file/d/1MsIW7LeU0mi3jQmv25d6Cfoz2zod_4Fd/view?usp=drive_link
La prima sezione è dedicata alla trasparenza retributiva e alla gestione delle aspettative salariali. La guida ricorda che le aziende devono adottare un approccio proattivo alla trasparenza, il che significa che è obbligatorio comunicare la retribuzione iniziale o la fascia salariale della posizione prima del colloquio o all'inizio dello stesso. È inoltre fortemente consigliato specificare con chiarezza lo stipendio fisso, la parte variabile e i benefit.
Inoltre, la preparazione dell'offerta richiede la definizione di fasce retributive realistiche e ben delimitate attraverso analisi di equità interna e strumenti di benchmark di mercato, evitando intervalli eccessivamente ampi.
La seconda sezione affronta i divieti espressi e i requisiti formali previsti dalla normativa vigente. Un punto fondamentale per i selezionatori è il divieto assoluto di chiedere al candidato, direttamente o indirettamente, informazioni sul suo stipendio attuale o sulle retribuzioni percepite in passato.
Nella stessa ottica di conformità normativa, il colloquio deve essere completamente privo di criteri discriminatori o di esclusione.
Gli ultimi punti del decalogo riguardano lo svolgimento del colloquio e la gestione delle informazioni raccolte. La competenza del selezionatore consiste nel porre domande aperte e standardizzate che non suggeriscano la risposta "corretta" né mettano il candidato in situazioni di disagio.
Una volta concluso il colloquio, l'obiettività deve riflettersi anche nei report di valutazione o di esclusione, evitando qualsiasi riferimento all'età o al genere e utilizzando preferibilmente il concetto tecnico di percorso professionale e coerenza delle competenze.